Emanuele Montibeller

Un costruttore culturale  |  A cultural builder


CHI SONO | Who I am

cultura come PONTE e CONTAMINAZIONE 

Culture as bridge and contamination


BIO

Dalla Valsugana, in Trentino, agli ambienti internazionali. Dalla creazione di Arte Sella alle consulenze per importanti progetti di sviluppo culturale e artistico.

From Valsugana, in Trentino, to international circles. From the creation of Arte Sella to consulting for important cultural and artistic development projects.

INCARICHI  |  TASKS

Le direzioni artistiche, le collaborazioni, le partecipazioni a eventi e istituzioni artistiche e culturali fra le più prestigiose in ambito nazionale e internazionale.

Artistic directions, collaborations, participations in some of the most prestigious national and international artistic and cultural events and institution

I miei principali incarichi / My main tasks

La direzione artistica del progetto OCA a San Marcello Piteglio, l'incarico nel consiglio
della Fondazione Pistoletto di Biella, la docenza alla YACademy di Bologna:
un'intensa attività di progettazione culturale di respiro internazionale.

The artistic direction of the OCA project in San Marcello Piteglio, the appointment to the board
of the Pistoletto Foundation in Biella, teaching at the YACademy in Bologna: 
an intense cultural design activity of international scope.   

OCA - Oasy Contemporary Art and Architecture
Un’esperienza immersiva nel cuore dell’Appennino Pistoiese, all’interno della riserva naturale Oasi Dynamo, con un percorso ad anello ricco di opere, realizzate da protagonisti della scena contemporanea come Alejandro Aravena, Mariangela Gualtieri con Michele De Lucchi, Kengo Kuma, Quayola, David Svensson, Pascale Marthine Tayou e Matteo Thun.

An immersive experience in the heart of the Pistoia Apennines, inside the Oasi Dynamo nature reserve, with a ring-shaped itinerary full of works by protagonists of the contemporary scene such as Alejandro Aravena, Mariangela Gualtieri with Michele De Lucchi, Kengo Kuma, Quayola, David Svensson, Pascale Marthine Tayou and Matteo Thun.

oasycontemporaryart.com/

Fondazione Pistoletto Cittadellarte
Una fabbrica di cultura, un hub, una comunità allargata di pensatori, amministratori, innovatori di ogni campo: Cittadellarte è un progetto artistico collettivo. Con la sua attività, la Fondazione Pistoletto rappresenta un innovativo modello di polo urbano dedicato alla cultura, ad attività pluridisciplinari e trasversali a servizio di un pubblico glocal.

A culture factory, a hub, an extended community of thinkers, administrators, innovators from every field: Cittadellarte is a collective art project. With its activities, Fondazione Pistoletto represents an innovative model of urban pole dedicated to culture, to multidisciplinary and transversal activities at the service of a glocal public.


cittadellarte.it

YACacademy - postgraduate architectural education
Con 15 premi Pritzker - i “Nobel” dell’architettura - nel proprio panel docenti, Yacademy è il primo istituto postgraduate al mondo nato dal confronto e dalla collaborazione fra le più illustri firme dell’architettura contemporanea. Dalla definizione dei programmi all’erogazione della didattica, ogni aspetto è curato dai più grandi studi di architettura.

With 15 Pritzker prizes - the ‘Nobel’ of architecture - on its teaching panel, Yacademy is the world's first postgraduate institute born from the confrontation and collaboration of the most illustrious names in contemporary architecture. From the definition of the programmes to the delivery of the teaching, every aspect is taken care of by the greatest architectural firms.

yacademy.it

Progetto Horti, Almo collegio Borromeo
Horti è il parco che l'Almo Collegio Borromeo di Pavia ha riqualificato come spazio pubblico in cui si intrecciano habitat naturali, arte contemporanea, riflessione culturale, impegno etico, equità e inclusione sociale. Quest'area, un tempo dedicata alla coltivazione per gli alunni del Collegio, ora è luogo di socialità, creatività e intreccio di saperi.

Horti is the park that the Almo Collegio Borromeo of Pavia has redeveloped as a public space where natural habitats, contemporary art, cultural reflection, ethical commitment, equity and social inclusion intertwine. This area, once dedicated to cultivation for the Collegio's students, is now a place for sociality, creativity and the interweaving of knowledge.

horti.it

OCA - Oasy Contemporary Art and Architecture 

Da sinistra a destra e dall'alto in basso / Left to right and top to bottom:
Pascale Marthin Tayou, “Plastic bags
David Svensson, "Home of the world"
Kengo Kuma, “Dynamo Pavillion”
Mariangela Gualtieri & Michele De Lucchi
Matteo Thun, "Fratelli tutti"
Quayola, "Erosions"
Alejandro Aravena, "Self Regulation"

Emanuele Montibeller, artistic director



Curatela, limite e produzione del senso 

Curation, limitation, and the production of meaning

Per una teoria eco-compatibile del testo curatoriale. "Filosofia" di un site-specific come OCA 
An eco-friendly theory of curatorial texts. The “philosophy” of a site-specific project such as OCA

1/ Un testo curatoriale, oggi 

A curatorial text, today

Nel dibattito contemporaneo, il testo curatoriale non è più considerato un semplice strumento di mediazione tra opera e pubblico, ma un dispositivo capace di orientare la percezione e contribuire alla produzione del significato. Quando assume una postura totalizzante, anticipando e chiudendo l’interpretazione con spiegazioni esaustive, rischia però di trasformare il processo interpretativo in un sistema chiuso, stabilizzando il senso e riducendone la dimensione dinamica. In questo modo, il significato smette di essere relazionale e diventa prescrittivo.

In contemporary debate, curatorial texts are no longer considered mere tools for mediating between artwork and audience, but devices capable of guiding perception and contributing to the production of meaning. However, when it takes on an all-encompassing stance, anticipating and closing interpretation with exhaustive explanations, it risks transforming the interpretative process into a closed system, stabilising meaning and reducing its dynamic dimension. In this way, meaning ceases to be relational and becomes prescriptive.

2/ Un linguaggio generativo 

A generative language

Un approccio eco-compatibile alla curatela riconosce invece il limite come condizione della conoscenza. Il testo non pretende di esaurire l’opera, ma accetta che una parte dell’esperienza resti irriducibile e che il senso rimanga aperto e rinegoziabile. L’interpretazione è intesa come processo situato e contingente, in cui il significato emerge dalla relazione tra opera, contesto e fruitore. Di conseguenza, il linguaggio curatoriale rinuncia a definizioni assertive e adotta una forma più relazionale e generativa, capace di suggerire e interrogare piuttosto che prescrivere. 

An eco-friendly approach to curating, on the other hand, recognizes limitation as a condition of knowledge. The text does not claim to exhaust the work, but accepts that part of the experience remains irreducible and that meaning remains open and renegotiable. Interpretation is understood as a situated and contingent process, in which meaning emerges from the relationship between the work, the context, and the viewer. Consequently, curatorial language renounces assertive definitions and adopts a more relational and generative form, capable of suggesting and questioning rather than prescribing.

3/ Custode del limite 

Guardian of the limit

Questa impostazione è particolarmente rilevante nei contesti site-specific e ambientali, dove l’opera è inseparabile dal luogo e dalle sue trasformazioni nel tempo. Il ruolo del curatore si ridefinisce così in termini etici: non come detentore di una verità, ma come custode del limite del significato. Difendere l’ambiguità e l’incertezza significa contrastare la riduzione dell’opera a un’interpretazione obbligata. Il senso non è un contenuto da trasmettere, ma uno spazio relazionale e processuale da abitare, sempre fragile e rinegoziabile.

This approach is particularly relevant in site-specific and environmental contexts, where the work is inseparable from the place and its transformations over time. The role of the curator is thus redefined in ethical terms: not as the holder of truth, but as the guardian of the limits of meaning. Defending ambiguity and uncertainty means countering the reduction of the work to a single interpretation. Meaning is not content to be transmitted, but a relational and processual space to be inhabited, always fragile and renegotiable.


Gallery

abitare la casa-mondo 

inhabiting the home-world

Lo spirito del tempo impone con urgenza la formulazione di un nuovo sguardo sul mondo. Anzi, sulla relazione fra noi e il mondo, inteso come luogo della nostra cittadinanza in quanto essere umani.  L’arte può concorrere a educare i nostri occhi, la nostra mente e le nostre anime a un diverso sguardo. 
Siamo responsabili della realtà, per il semplice fatto che standoci dentro la modifichiamo. Creare, inventare, plasmare, scrivere, dipingere è sempre modificare il mondo. La contemporaneità pone l'esigenza di una diversa collocazione nello spazio e nel tempo delle opere, delle cose, degli stessi fruitori, che sono chiamati a entrare nel processo artistico e ne diventano corresponsabili.  

In quest'ottica l'ambiente non è uno sfondo né un abbellimento, ma il cuore pulsante dell'attività creativa, dell'incontro fra saperi e tecniche, cercando di dare risposta all'interrogativo: come abiteremo la casa-mondo?
Tutto questo genera nuovi processi culturali, in un processo «per gemmazione». Con buona pace dei curatori di mostre, che dovranno riformulare la loro stessa identità e il loro ruolo, e saranno chiamati ad avviare processi che vivranno poi di vita propria.

Proprio sulla contaminazione e sui processi auto-generativi si fonda la mia attività di ideazione, cura e consulenza nel capo artistico e culturale.


e.m.

The spirit of the times urgently demands the formulation of a new look at the world. Indeed, on the relationship between us and the world, understood as the place of our citizenship as human beings.  Art can help educate our eyes, our minds and our souls to a different outlook.  
We are responsible for reality, simply by being in it, we modify it. To create, invent, mould, write, paint is always to modify the world. Contemporaneity poses the need for a different location in space and time of works, of things, of the users themselves, who are called upon to enter into the artistic process and become co-responsible for it.  
From this point of view, the environment is not a backdrop nor an embellishment, but the beating heart of creative activity, of the encounter between knowledge and techniques, trying to give an answer to the question: how are we going to inhabit the home-world? 
All this generates new cultural processes, in a process ‘by budding’. With all due respect to exhibition curators, who will have to reformulate their own identity and role, and will be called upon to initiate processes that will then live a life of their own. 

It is precisely on contamination and self-generative processes that my activity of conception, curation and consultancy in the artistic and cultural field is based.

e.m.